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ebbene Francesco Gonzaga affermi che questo romitorio sia stato edificato nel
1480, vi sono ragioni e documenti che ne fanno ritenere la fondazione assai
prossima ai principi dell'Ordine. La tradizione sostiene che il primitivo
“locus” sia stato fondato direttamente da San Francesco!
Riferendosi a detto convento, Benvenuto Bazzocchini narra: «Quivi, in mezzo a una gran selva, sorgeva una devota chiesuola presso la quale convennero i primi compagni di S. Francesco; quivi è la fonte che si dice scaturita alle orazioni del Serafico Padre, le cui acque sono reputate miracolose dagli abitanti del paese; quivi, in un angolo della clausura, si conserva una pietra dove egli, il Padre S. Francesco, si sarebbe riposato arrivando stanco da un lungo viaggio.
In questo convento abitò Fra Masseo, compagno di S. Francesco; e il nostro Cronologo (Marco da Lisbona) asserisce che al suo tempo s'indicava nel dormitorio la cella che avrebbe abitato S. Bonaventura. Nella chiesa si venerava una miracolosa Immagine di S. Lodovico Vescovo di Tolosa, cui i fedeli portavano grande venerazione e della quale si narravano alcuni prodigi. Un certo giovine, accusato di omicidio, fra i tormenti della tortura si confessò colpevole e fu condannato alla morte. Ma essendosi raccomandato alla intercessione di S. Lodovico, la notte innanzi che fosse condotto al supplizio, gli apparve il Santo, lo liberò dalla prigione e colla catena della quale era legato lo condusse in chiesa presso il suo altare, dove lo trovarono i religiosi al mattino seguente. Allora il P. Guardiano del convento prese il pover'uomo e, così legato com'era, lo menò a Perugia, rivelando l'intervento del Santo e chiedendo la liberazione dell'innocente. Di che si mostrarono convinti i giudici perugini; e non solo fu liberato il giovine, ma venne anche istituita la festa di S. Lodovico che si celebrò per molti anni molto solennemente nella chiesa del convento di Cibottola.
E’ da notarsi che la catena - documento del miracolo - esisteva ancora nella chiesa di detto convento quando i religiosi lo abbandonarono nel 1865, in causa della soppressione (italica).
II convento di Cibottola, ceduto dai Minori Osservanti, venne a far parte della nostra Provincia (Riformata) verso il 1625, e fu sempre un convento fiorente di disciplina, assegnato d'ordinario all'educazione dei giovani, chierici e novizi. I religiosi furono costretti ad abbandonarlo, come si disse, nell'anno 1865: il Sindaco Apostolico lo riscattò, ne volle più restituirlo. Ora, quasi del tutto abbandonato, minaccia l'estrema ruina» (B. Bazzocchini, Cronaca della Provincia Serafica di S. Chiara d’Assisi, Firenze 1921).
La chiesa, intitolata a San Bartolomeo, venne ricostruita alla fine del ‘300; sul portale era la data 1416 (Antonio da Orvieto, Cronologia). Incerta la data del passaggio del romitaggio all’Osservanza, senza dubbio anteriore al 1474. Soppresso, come sopra riferito, nel 1865, è oggi ridotto ad uno squallido rudere.
Sull’altare maggiore era una tavola del Maestro Esiguo con la Vergine e santi, ora nella Galleria Nazionale dell’Umbria (n. 756). Antonio da Orvieto vi ricorda un antico affresco con l’immagine di San Ludovico da Tolosa
Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it
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